Crea il tuo rituale per volerti bene

da | 8 Gennaio 2024 | Corpo

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Ho voluto dedicare il primo episodio dell’anno al rituale, in particolare alla creazione di un rituale dedicato alla cura di noi, al volerci bene.

La differenza tra un’abitudine e un rituale è che nel rituale c’è un’intenzione spirituale. Nel rituale non si pone l’attenzione al risultato ma al rituale stesso, allo svolgersi del rituale e di quello che proviamo facendolo.

A che cosa serve un rituale? per stare bene, per ritrovarci, per volerci bene. È un momento solo per noi. Diventa fondamentale se siamo impegnate in un percorso di crescita o e di guarigione come può essere un percorso per ritrovare l’amore per il proprio corpo, o anche un percorso di psicoterapia.

L’idea del rituale mi ha sempre affascinata e l’ho inseguita per tanto tempo. Per tanto tempo non sono riuscita a crearlo per me, a farlo funzionare, ad essere costante.

Diciamolo, i rituali sono aestethic. Sono belli da vedere, da filmare e da fotografare. Per molto tempo ho cercato di copiare il rituale di altre persone che ammiravo, ma qualcosa strideva sempre.

Quello che ho capito provandoci e infine riuscendoci vorrei passarlo a voi in questo articolo. Alla fine dell’articolo vi descriverò anche il mio rituale, semplicemente per ispirarvi.

Puoi ascoltare questo articolo anche in versione podcast o vederlo su YouTube.

Domande da farsi prima di creare il tuo rituale

Dobbiamo chiarire con noi stesse che cosa desideriamo dal nostro rituale, perché lo stiamo facendo? Perché siamo disposte ad alzarci un po’ prima, a utilizzare quel tempo per il rituale e non per altro? Di cosa abbiamo bisogno adesso?

Ci possono essere tante risposte a queste domande, sono tutte valide ma è importante che troviamo le nostre. Ci può essere la ricerca di pace, di conoscenza, di spiritualità, di crescita e in particolare di crescita spirituale. Nel caso del corpo potremo voler scoprire chi siamo oltre la nostra immagine. Quando abbiamo un rapporto negativo con il corpo spesso la nostra immagine diventa importantissima, non nel senso narcisistico del termine ma diventa un’ossessione pensare a come gli altri ci guardano, a come appariamo all’esterno. Chi siamo oltre questo? il nostro corpo è solo fuori o c’è anche il dentro, la parte che è connessa allo spirito, all’anima? E come è fatta questa parte? Quali sono le sue luci e le sue ombre? Un rituale può aiutarci a scoprirci un giorno alla volta.

Prima ancora di pensare come creeremo il nostro rituale, di che ingredienti lo comporremo, dobbiamo capire quanto tempo abbiamo da dedicarci ogni giorno. C’è anche un lato pratico nel rituale, è quel lato che maggiormente si scontrerà con la realtà di tutti i giorni. Ogni vita è differente, potete anche avere più piccoli rituali in una giornata.

Personalmente trovo che sia importante che ci sia qualcosa al mattino, prima che il mondo ci travolga. Desidero che il rituale sia la prima azione che compio al mattino (dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua e fatto la pipi!). Per me è molto importante che il telefono non stia nel posto dove dormo e che non sia la prima cosa che guardo al mattino. Per svegliarmi uso un orologio della tipologia smart che costa 30 euro. La sveglia è una vibrazione che sentite nel polso, non sveglia le altre persone con cui dormite.

Un’altra domanda da porci prima di creare il nostro rituale è il luogo dove andremoa  farlo. Il luogo è importante ma non deve essere un blocco. Decidete un luogo della vostra casa dove potete essere sole, avere una candela e magari un cuscino e delle immagini che vi piacciono.

La solitudine è un elemento fondamentale del rituale, è il nostro tempo per noi e non vogliamo essere disturbate. Considerate anche questo elemento per scegliere ora e luogo del vostro rituale.

Che attività inserire nel tuo rituale

La prima versione del nostro rituale non deve essere perfetta, ci arriveremo epr tentativi. E anche quando troviamo la versione perfetta può sempre capitare che ad un certo punto la vita cambi e con lei il nostro ritiale.

Prenderla come un gioco, qualcosa di divertente e non un dovere è stata una delle chiavi della mia riuscita. Prenderla come un impegno spirituale, religioso è stata un’altra. Possono sembrare due cose in contraddizione, questo perché ci siamo abituate a vedere la religione come qualcosa di molto serio. C’è differenza tra rispetto e serietà, io ho deciso di credere che dio non sta in alto nei cieli, irraggiungibile, ma che la divinità sta in tutte le cose. L’universo parla con me direttamente, non ho bisogno di interpreti per poter vedere o ascoltare la divinità e il rituale che ho creato mi permette di connettermi a questo.

Le attività migliori per comporre un rituale sono quelle che coinvolgono corpo, mente e spirito. Lo yoga, fatto con intenzione, fa proprio questo. Lo yoga non fa parte del mio rituale mattutino ma conclude la mia giornata lavorativa, al mattino non ho voglia di farlo ma moltissime persone lo fanno, perché non provare?

La meditazione è un’attività spesso scelta per un rituale. Come unisce corpo, mente e spirito? questa per me è stata la sorpresa più grande, non sono praticamente mai riuscita a meditare con costanza, ho scoperto molte cose però continuando a provare. Ad esempio, non amo le meditazioni guidate come prima meditazione della giornata ma le posso utilizzare se hanno uno scopo dopo la mia pratica solitaria.

Per me la meditazione non significa fermare la mente del tutto, piuttosto usarla per scandagliare i miei pensieri. La prima cosa da fare è calmare la mente e i pensieri che si rincorrono, per farlo conto tre volte da 100 a zero e già al secondo conto percepisco un cambio di frequenza del mio cervello. 

Poi sento l’energia del mio corpo: se ci concentriamo possiamo fisicamente sentire l’energia che sprigiona il nostro corpo. È una sensazione molto intensa di potenza e pace allo stesso tempo.

Un’altra attività perfetta per il rituale è scrivere: il famoso journaling. Mente anima e corpo si allineano per aiutarti a tirare fuori i tuoi pensieri più ingarbugliati, come il pensatoio di Silente.

Se non sei così spirituale e queste cose non ti ispirano ricorda che tutto può diventare un rituale.

L’atto di prepararsi al mattino può essere un rituale: farsi la doccia, pensando solo all’acqua calda che ci accarezza e al profumo del bagnoschiuma.

Pettinarci, truccarci, vestirci. Il tocco che decidiamo di utilizzare quando ci mettiamo la crema o ci pettiniamo. Può aiutare pensare al tocco che userebbe una brava estetista o un bravo parrucchiere o al tocco che useremmo noi con una persona a cui vogliamo molto bene.

    Il mio rituale

    Vi descrivo il mio rituale semplicemente perché magari può essere d’ispirazione per qualcuno.

    Io ho deciso di alzarmi alle 6 di mattina e dedicare un’ora al mio rituale, alle 7 infatti c’è la sveglia di mio figlio e la giornata comincia.  Non è un peso perché io vado a letto alle 9:30, non mi pesa per nulla andare a letto così presto, per voi potrebbe essere diverso e la mia scelta non è quella giusta per definizione, ci tengo molto a dirvelo.

    Ho la fortuna di avere un luogo dedicato che resta sempre quello, c’è un tavolino basso nello studio dove ho sistemato le candele, i miei mazzi di tarocchi e oracoli, i cristalli e gli incensi. Ho qui anche il mio cuscino da meditazione e quindi ho un angolino tranquillo che mi aspetta.

    Per prima cosa accendo la candela, in alcuni periodi ne ho due perché mi piace avere una candela specifica per il tempo in cui siamo. A dicembre era rossa, in ottobre arancione.

    Poi accendo il palo santo, il suo profumo mi piace molto e lo collego alla pace e alla meditazione. Tutti questi gesti sono importanti e aiutano il cervello a capire che siamo in modalità rituale e che è il momento di quietarsi.

    Poi comincio la meditazione, calmo il cervello contando tre volte da 100 a zero, di solito riesco ad arrivare in uno stato di meditazione, me ne accorgo perché rimango vigile ma il mio cervello ha un’altra vibrazione.

    Qui posso fare delle visualizzazioni specifiche o semplicemente sto, guardo le considerazioni che vengono a galla e le indago. Poi provo a sentire la mia energia,

    Poi arriva la parte giocosa: estraggo le carte, ora principalmente i tarocchi. Trovo che sia un mezzo fantastico con il quale comunicare con l’universo. alle volte faccio domande e altre chiedo solo un messaggio per la giornata.

    Prima di terminare il rituale scrivo in due piccoli quaderni distinti, il primo è il quaderno della gratitudine e andrebbe compilato prima di andare a dormire ma per me la sera è un delirio e quindi lo compilo la mattina per il giorno prima. Poi un quaderno dove scrivo le cose che renderanno la mia giornata speciale. Mi aiutano a vedere sempre il bicchiere pieno, a darmi l’intenzione di vivere una giornata speciale, decidendo anche che azioni fare.

       

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        Francesca Ibba Maglioncino Cerulleo

        Ciao,
        io sono Francesca

        e sono una Body Confidence Coach. Ti aiuto a fare pace con il tuo corpo, un passo alla volta.

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