Risorse Utili: donne che corrono coi lupi

da | 11 Dicembre 2023 | Risorse Utili

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Questo mese finalmente vi consiglio un libro in italiano e che potete trovare davvero ovunque, online e nelle librerie fisiche. Non è un libro facile, intendo emotivamente facile, ed è per questo che ve ne voglio parlare a dicembre, un mese in cui forse avete un po’ più di tempo da dedicare alla lettura e anche il mese con il solstizio di inverno, il giorno in cui il buio supera la luce. Perché questo è un libro che parla di ombra, di quella parte di noi che abbiamo represso e che non vogliamo guardare negli occhi.

Donne che corrono coi lupi parla della donna selvaggia, della donna che è dentro ogni donna, che è stata repressa per secoli e che è ancora repressa. La parola selvaggia accostata alla donna ci attrae e allo stesso tempo ci allontana. Abbiamo imparato che la donna non dovrebbe mai essere selvaggia ma sempre composta, graziosa, esile, deve parlare piano. Eppure la donna selvaggia esiste dentro ognuna di noi. 

L’autrice ha recuperato dei racconti che ci aiutano a rimetterci in contatto con la nostra donna selvaggia, si tratta di un lavoro ventennale, dalle tradizioni del folclore ha recuperato le prime versioni, quelle non modificate dalle culture tradizionali e dalle religioni.

In questo articolo parleremo del settimo capitolo, che parla di corpo e che si intitola il corpo gioioso: la carne selvaggia.

Puoi ascoltare questo articolo anche in versione podcast o vederlo su YouTube.

La società e l’umiliazione del corpo femminile

Ecco un passaggio di questo capitolo che ho sottolineato subito, alla prima lettura:

Essere considerate brutte o inaccettabili perché la propria bellezza non si adegua alla moda del momento umilia profondamente la naturale gioia che appartiene alla natura selvaggia.

Quando ho letto per la prima volta questo passaggio ricordo che mi aveva particolarmente colpita la scelta di utilizzare la parola “umilia”. Le parole sono importanti perché le sfumature che custodiscono danno significato. Quello che ci chiede la socirtà è umiliante: rinunciare alla nostra unicità, vederla anzi come difetto e tendere ad essere tutte uguali.

Ecco un altro passaggio:

Distruggere l’istintiva affiliazione di una donna con il suo corpo naturale la froda della fiducia e la induce a perseverare nel dubbio se è una brava persona o no, e a basare la stima di se su come appare e non su quel che è. Fa pressione affinché consumi la sua energia, preoccupandosi della quantità di cibo che ingurgita o di quanti chili segna la bilancia e di quanti centimetri risultano le sue circonferenze. La costringe a continuare a preoccuparsi, qualunque cosa faccia, progetti e si aspetti.

Preoccupazione: continua, asfissiante, ormai naturale come respirare eppure quanto spazio occupa nel nostro cervello. Siamo in gabbia e spesso non ci accorgiamo di esserci. Alle volte siamo troppo stanche per pensare anche solo di liberarci. 

Il corpo nelle favole

Come dicevo prima, questo libro è costituito da racconti del folclore che hanno come protagoniste le donne e la loro natura selvaggia. In una parte di questo capitolo l’autrice ci dice che nelle favole spesso alcuni oggetti hanno il compito di rappresentare il corpo e quelloc he il corpo può fare. Un esempio è il tappeto magico:

Inizialmente il tappeto magico viene considerato un oggetto qualsiasi, privo di speciale valore. Ma se qualcuno vi si siede sopra e ordina “Levati!” il tappeto subito vibra, si solleva un poco, si libra e prende il volo, trasportando il cavalierein un luogo, un centro, un punto di vista, una conoscenza diversi. Durante gli stadi di eccitazione, di consapevolezza e nelle esperienze sensoriali – l’ascolto della musica ad esempio o della voce dell’amato, o l’odoirare una cera fragranza – il corpo ha la capacità di portarci altrove.

Tendiamo a pensare al corpo come se fosse al nostro servizio, e se provassimo a cambiare punto di vista?

E se immaginassimo per un istante che è il corpo ad informare l’anima, ad aiutarla ad adattarsi alla vita quotidiana, ad analizzare, tradurre, fornire la pagina bianca, l’inchiostro e la penna con cui l’anima può scrivere della nostra vita? Supponiamo che il corpo sia un dio o un maestro, un mentore, una guida autorizzata: e allora? è saggio passare la vita a castigare questo maestro che tanto ha da darci e da insegnarci?

è il corpo il dispositivo di lancio del missile dal quale l’anima osserva la misteriosa notte stellata e ne resta abbagliata.

La Mariposa

Il racconto di questo capitolo dedicato al corpo è La Mariposa, la donna farfalla.

Nel grande deserto americano c’è un vero e proprio circuito spirituale per i turisti, a Puyé nel Nuovo Messico i turisti arrivano per vedere la Mariposa, la donna farfalla e la sua danza.

I turisti si aspettano una sensuale, giovane, graziosa ballerina, invece:

Per i visitatori una farfalla è cosa assai delicata: O fragile bellezza! Sognano. Restano necessariamente sconvolti quando d’improvviso appare Maria Lujan. è grossa, davvero grossa, come la Venere di Willendorf, come la Madre dei Giirni, come l’immensa donna di Diego Rivera, che costruì Città del Messico con una sola piega del polso. Maria Lujan è vecchissima come una donna tornata dalla polvere, come un vecchio fiume, come un vecchio pino. 

È conveniente che la Donna Selvaggia/Donna farfalla sia vecchia e grossa, perché porta il mondo del tuono in un seno e l’oltretomba nell’altro. La sua schiena è la curva del pianeta Terra con tutti i raccolti e i nutrimenti e gli animali. La nuca porta il sorgere del sole e il tramonto. La gamba sinistra trattiene tutti i poli, la gamba destra tutte le lupe del mondo. Il suo ventre porta tutti i bambini che saranno dati alla luce.

La nostra storia è scritta sul nostro corpo, quelli che chiamano difetti sono i capitoli di quella storia e ogni storia è diversa. Cercare di renderci tutte uguali è cercare di negare la nostra storia.

In un mondo che perde le sue certezze sempre di più e nel quale ci sentiamo sempre più senza potere, potremmo volgerci al nostro corpo come qualcosa che finalmente possiamo controllare, possiamo scolpire. Ma le radici di chi siamo sono nel nostro corpo che non è un nostro sottoposto, ma come ci suggerisce l’autrice, un maestro.

     

      Conclusioni

       

      Donne che corrono coi Lupi è un libro che va riletto, in vari momenti della nostra vita, è fatto per accompagnarci. Spero di averti fatto venire voglia di leggerlo o rileggerlo, c’è però un altro modo per lavorare con questo libro. Una mia cara amica e collega, Alessandra Castellani, è esperta di lavoro con l’Ombra ed è anche una grande esperta di Donen che corrono coi lupi e ha creato un percorso di gruppo che si chiama “Donne che corrono coi lupi 3.0”. Se ti interessa puoi guardare il suo lavoro qui.

      Se vuoi continuare a lavorare sul rapporto con il tuo corpo ti invito a guardare la pagina dei regali. Trovi un webinar gratuito su come riprenderti il potere quando si parla del tuo corpo e un percorso di 11 giorni che ti aiuterà nella via verso l’amore per il tuo corpo.

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      Francesca Ibba Maglioncino Cerulleo

      Ciao,
      io sono Francesca

      e sono una Body Confidence Coach. Ti aiuto a fare pace con il tuo corpo, un passo alla volta.

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      Caro Corpo

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