Sopravvivere al body shaming a Natale

da | 4 Dicembre 2023 | Corpo

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Anche quest’anno siamo arrivate a dicembre. Per chi non ha un rapporto facile con il proprio corpo e ha anche dei parenti poco empatici può essere un momento che arriviamo a detestare. L’idea di vedere zia Pina che ci chiede se lo vogliamo davvero quel pezzo di lasagna, o magari di nostra madre che ci dà la porzione più piccola “per il nostro bene” può non farci esattamente saltare dalla gioia. E se invece siamo noi quelle persone che, magari inconsapevolmente o pensando di fare del bene, fanno stare male gli altri durante le feste?

In questo articolo quindi voglio fornirvi una sorta di prontuario, sia se subite body shaming a Natale sia per evitare di farlo agli altri. Questo articolo è pensato anche per essere inviato a persone che volete ascoltino queste parole perché con i loro commenti vi hanno fatto soffrire, se non trovate voi le parole, usate le mie.

Puoi ascoltare questo articolo anche in versione podcast o vederlo su YouTube.

Non si commentano i corpi

Tutti i commenti sul corpo sono da evitare, anche quelli che intendiamo come complimento. Se nostra cugina Mariuccia ha perso 10 kili evitiamo di dirle che sta benissimo. Perché? Perché non sappiamo quello che Mariuccia sta passando davvero, perché non ci ha chiesto di commentare il suo corpo e perché soprattutto Mariuccia era la stessa persona anche prima, il suo valore è rimasto lo stesso.

Noi non siamo una rubrica di prima e dopo, ed è per questo che le persone che utilizzano come leva di marketing per farci comprare diete o programmi di fitness le foto del prima e del dopo sbagliano. Producono dei danni, fanno sentire inadeguate molte persone e soprattutto promettono cose che non possono mantenere.

Il nostro valore non sta nei chili che abbiamo addosso, non abbiamo più valore da magre. Ci hanno detto che una persona magra è una persona di successo perché è in grado di esercitare il controllo su se stessa, non cede alle tentazioni, fa quello che bisogna fare per essere un umano performante in questa società. Questo pensiero è sbagliato, le sue radici sono estremamente pericolose. Il nostro valore non sta nei nostri chili, se c’è bisogno scriviti questa frase in un post-it e appiccicalo in un posto che vedi spesso.

Quindi ricapitolando, durante le feste non si parla di corpo, possiamo chiedere a Mariuccia come sta, se conosciamo i suoi hobbies informarci su questo, parlare di XFactor, qualunque altra cosa che mostri del vero interesse per Mariuccia e per quello che pensa e prova.

Evitiamo anche di commentare i corpi di persone che non sono nella stanza, anche se sono persone famose o persone che conoscete. I commenti sui corpi altrui possono far stare male persone che stanno cercando di amare di più il loro corpo e poi ci sono molti altri argomenti più interessanti, se non trovate argomenti più interessanti di cui parlare con persone a cui in teoria volete bene, fatevi qualche domanda.

Non si parla di cibo e diete e di calorie

Altro argomento tabù: il cibo e le diete. Ormai non ci facciamo neanche più caso, a Natale ci diciamo con amiche e parenti che tanto a gennaio ci mettiamo a dieta, che al massimo dal 27 al 30 digiuniamo, che non voglio neanche sapere quante calorie ci sono in una fetta di pandoro.

Questo innesca una spirale di vergogna che finisce a febbraio: durante le feste mangiamo e ci sentiamo in colpa, quindi manco ci godiamo quel cibo. Poi arriva gennaio, che è il mese più triste dell’anno perché noi lo rendiamo tale, costringendoci a diete assurde e palestra tutti i giorni e ossessione per le calorie che entrano e quelle che bruciamo. A febbraio siamo esauste e abbiamo mandato tutti al diavolo per poi pentircene con i primi raggi di sole che annunciano la stagione del costume da bagno.

Il cibo non ha morale, non è buono e non è cattivo. Noi non siamo buone o cattive a seconda di quello che mangiamo. Quindi a tavola a Natale non parlare di diete, di quanto fa ingrassare questo e quello, di come ti “rimetterai in riga” a gennaio.

In generale non trattare il corpo (il tuo o quello degli altri) come un problema da risolvere. Anche se pensi di avere delle buone intenzioni sappi che non funziona. Nell’ambito del corpo non funziona commentare il corpo degli altri per spronarli a fare meglio, anzi i risultati sono esattamente l’opposto. Se vuoi aiutare una persona a cui vuoi bene l’unica cosa che ha senso è dimostrarle affetto ascoltandola sul serio, smettere di giudicarla e semplicemente darle tutto l’amore che hai.

    Consigli per chi subisce body shaming a Natale

    Per chi subisce body shaming a Natale qualche consiglio pratico. Se sei una persona estroversa e a cui non importa cominciare una discussione a Natale puoi certamente rispondere a tono: a zia Pina che ti dice “sei sicura che vuoi la lasagna? forse dovresti eliminare i grassi” tu puoi rispondere “forse zia Pina dovresti farti una manica di fatti tuoi, che ne dici?”

    Io mi considero una persona mediamente estroversa eppure farei molta fatica a rispondere in questo modo perché alla fine non voglio rovinare la festa agli altri anche se gli altri la stanno rovinando a me. Intendiamoci, zia Pina se la merita la risposta a tono però non tutte le persone riescono a darla e va bene così.

    Io probabilmente risponderei con una cosa completamente diversa, tipo: “allora zio Adalgise come sta?” oppure “che bella collana che hai messo oggi zia Pina”.

    Insomma cambierei discorso. Se zia Pina insiste però una rispostina a tono gliela darei.

    Vorrei però qui darti degli altri consigli a parte rispondere o evitare di rispondere che credo possano essere utili.

    Il primo è avere un partner che ti aiuti. Può essere il tuo compagno o compagna oppure una cugina o un cugino o anche un’amica che puoi chiamare al telefono. Se hai qualcuno fisicamente lì con te questa persona (che sa che questi commenti ti fanno stare male)  può chiamarti proprio quando qualcuno ha fatto un commento antipatico attirando la tua attenzione da un’altra parte. Può fare delle pause con te, magari uscire in terrazzo o in giardino o fare una passeggiata attorno all’isolato con la scusa di cominciare a digerire la diciassettesima portata. Ma anche avere qualcuno a portata di telefono può essere perfetto, puoi chiederle di chiamarti quando non ce la fai più e avere così la scusa di alzarti e sfogarti con qualcuno che ti capisce e ti ascolta sul serio.

    Non c’è debolezza nel dire a qualcuno che questo argomento ci fa soffrire. La solitudine non aiuta quando si parla di corpi quindi se ancora non lo hai fatto, trovare un partner in crime per le feste può essere una buona scusa per aprirti con qualcuno.

    Un altro consiglio è di programmare in anticipo un momento di self-care che segua il pranzo incriminato (o la cena). Se sai già che sarà difficile, sapere che dopo ti aspetta qualcosa che ti piace e che ami ti aiuterà a superare il momento. Potresti andare al cinema con amici il 25 sera, organizzare una serata da sola a casa, qualsiasi cosa ti faccia stare bene.

    L’ultimo consiglio è quello di scegliere un mantra da ripeterti durante i pranzi e le cene in famiglia che ti aiuti a non perdere la calma e a non stare male. Dovrebbe essere qualcosa che si adatti a te, facile da ricordare e che ti parli sul serio, ecco qualche esempio:

    • I miei chili non definiscono il mio valore
    • amo il mio corpo per come è ora
    • sono sulla strada giusta

    Questo mantra ti aiuta a non perdere la calma e a consolarti in momenti in cui ti senti giù. Se la mancanza di empatia delle persone ti fa stare male è normale, fa soffrire capire che le persone che in teoria ci dovrebbero voler bene per come siamo ci preferirebbero in una versione diversa. Non possiamo cambiare le persone, possiamo solo controllare come noi reagiamo ai loro comportamenti.

    Spero che questo articolo ti sia stato utile, ti auguro delle bellissime feste di Natale!

       

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        Francesca Ibba Maglioncino Cerulleo

        Ciao,
        io sono Francesca

        e sono una Body Confidence Coach. Ti aiuto a fare pace con il tuo corpo, un passo alla volta.

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